Quando vi invitano a cena osservate il vino che ordinano

Premesso che di vini me ne intendo poco non terrò sicuramente una lezione da sommelier ma farò solo due considerazioni da Bon Ton. Vero che arrivo dalla zona del prosecco ma non è che in qualsiasi parte d’Italia mi trovi devo per forza bere vino che già bevo a casa, quindi amici milanesi fantasiosi quando mi invitate a cena evitate vi prego un – la Dolly arriva dal Veneto beviamo prosecco – ma in Veneto producono solo quello? Se proprio devo bere una bollicina andiamo su un Franciacorta. L’altra mossa terribile, che oltre farvi capire che chi vi ha invitato di vini non sa nulla e teme dover pagare troppo, è ordinare mezzo sfuso della casa. Noooooo, vi prego è tristissimo. Il mezzo sfuso della casa lo bevo quando vado a pranzo con gli operai dei cantieri che non possono passare il pomeriggio cantando. Signori uomini abbiate coraggio, prendete la carta dei vini ( provvista di prezzi ) e ordinate una bottiglia in merito alle vostre tasche. Nessuna donna, a parte la mia amica Michela Taffarel, capirà se ci avete azzeccato o state facendo figure da peones …. Le donne al massimo arrivano al Rosso per le carni e al Bianco per il pesce. Vi prego, soprattutto se volete fare colpo, non mi scivolate sulla buccia di banana….. Ordinando un Tavernello in cartone e mimando lo stappo con il dito in bocca. Almeno il vino “sallo”.

6 commenti su “Quando vi invitano a cena osservate il vino che ordinano”

  1. Cara amica di blog, mio marito per esempio è astemio 😊 solo ad aprire la carta dei vini gli viene male! Che fare? Di solito quando usciamo a cena assieme, lasciando i marmocchi alla tata, io scelgo un calice da sola, apro io la carta dei vini… nei migliori ristoranti il calice te lo versano stappando la bottiglia a tavola… così non c’è problema alcuno. Mi è capitato un tempo, quando non ero fidanzata e uscivo in compagnia con gli amici, tanti, così magari da trovare quello giusto, beh uno che mi pareva elegante, alla fine ha proposto la sciabolata 😱 cancellato appena si è esibito, anche con maestria devo dire… ma mi pareva tanto una performance da chi “ce l’ha più lungo”…. intendo il naso del buon gustaio! In un’altra occasione molto tempo prima, quando i cellulari non avevano ancora wa e i messaggi riuscivi a leggerli uno ad uno prestandoci la dovuta attenzione, senza perderne alcuni, perché arrivavano tipo locomotiva a vapore… e quindi li sentivi… scricchiolavano pure… mi son permessa di invitare io un uomo a cena. Ero innamorata e mi pareva una bella idea…non mi rispose neppure! Da allora ho capito che se in “vino veritas” era meglio sposare un astemio! Quindi metti da parte la carta dei vini e non cercare mai la verità… ultimamente ho sentito che i bocconiani per completare il loro curriculum devono per forza fare tutti e tre i corsi per sommelier! Scommetto che alla fine ci si diverte di più davanti ad una caraffa di vino sfuso ma sincero….

  2. Il valore della bottiglia di vino è dato da ciò che puoi ottenere. Se nel corso della serata riesci a sedurre la donna attraverso quella bottiglia, il suo valore non ha limiti. Il valore della bottiglia in sé purtroppo non è mai quello della carta vini, o meglio è proporzionale. Lavoro nel mondo del vino e ti assicuro che il valore di una bottiglia non dovrebbe essere mai più di 40 euro al ristorante e 20 in enoteca. Con il resto paghi altro, brand, prestigio, esclusività, moda, ecc. Per cui voi donne, abbiate la coscienza di comprendere anche una scelta ponderata ma non sborona. Tutto torna alla fine…a meno che il vostro obiettivo non sia solo quello di esibire agli amici di aver bevuto un bourgogne romanée-conti del 1978

  3. Volentieri ed è piuttosto probabile che tu mi possa incontrare vista la mia assiduità nel frequentare le osterie

Rispondi