Un bel tacer non fu mai scritto

A volte bisognerebbe tacere. A volte non dovreste avere l’ultima parola perché con quell’ultima parola rovinate tutto. Ora che va tanto di moda scrivere, wa docet, finitela di chiudere con l’ultima frase del secolo. Un po’ come quando facevi il castello con le carte, l’ultima spesso faceva crollare tutto. Bene, lo stesso con quell’ultima frase che chiude un discorso ….. Lasciatelo aperto, che l’interlocutore pensi quello che crede. No, sempre il bisogno di mettere l’ultimo punto. Quanti ultimi punti mi hanno messo e hanno finito di avere mie notizie. Ma quando parlate o scrivete vi collegate al cervello ? No, a volte lo dubito proprio ….. Questa voglia di mettere l’ultima parola, fatevela passare. Oppure, visto che il fiato sprecato per dire un’idiozia è uguale a quello sprecato per dire una cosa intelligente – impegnatevi. Spesso i giudizi affrettati possono rovinare rapporti e spesso l’indelicatezza può ferire più di quanto uno non possa pensare. Dire per esempio ad una donna – sei dura – è la cosa più indelicata che si possa fare, soprattutto se lo dite a una che conoscete da poco. Volete esprimere questo concetto? Ditele – ti vedo molto strutturata – magari non capirà bene dove volete andare a parare ma certo il risultato è migliore. A volte invece meglio non dire nulla. Mamma Schiratti infatti ripeteva sempre :- un bel tacer non fu mai scritto.

 

Non puoi sempre lasciar perdere

A volte non puoi proprio stare zitto, quando una cosa ti urta nel profondo devi dirlo. Puoi lasciar perdere le cose dette da persone che non ti interessano ma se una persona, volutamente, colpisce nel segno non puoi far finta di nulla. Hai paura di perdere qualcuno parlando? Se quel qualcuno ti ha ferito volutamente meglio perderlo e subito prima che ci riprovi. Lascia correre le cose stupide, quelle senza senso, ma non lasciar correre ciò che ti ferisce nel profondo. Colpisci con la stessa intensità con la quale sei stato colpito perché le persone devono capire che esiste una linea gialla che non va oltrepassata. Papà Schiratti diceva – se uno è buono con te sii più buono con lui ma se lui è cattivo tu devi esserlo di più – Supera sempre il tuo interlocutore nel bene e nel male . E se il tuo interlocutore è folle? Prendilo in giro perché superare la pazzia di alcune persone e’ impossibile se hai tutti i neuroni a posto. Non dimenticare, chi di spada ferisce di spada perisce, è una bella stoccata a volte salva la vita.

 

Io non odio gli uomini

Io non odio gli uomini ma ce ne sono parecchi che fanno di tutto perché io non abbia una gran opinione di loro. Gli uomini condividono solo due rapporti con le donne: di sesso e (forse) di lavoro. La conoscenza quindi è strumentalizzata a cercare di combinare. Se vuoi far scappare un uomo mandagli un tuo curriculum chiedendogli di aiutarti sul lavoro. Se prima ti messaggiava e ti chiamava in continuazione dopo aver ricevuto il CV dovrai andare a “chi l’ha visto” per avere ancora sue notizie. Scordati, ti prego, di chiedergli spiegazioni verresti attaccata in malo modo e ne usciresti con le ossa rotte. In tutta questa corsa a chi combina prima  puoi salvare due tre amici che conoscendoti da tempi non sospetti ti vedono asessuata e quindi condividono chiacchiere maschili con te. Gli uomini condividono solo chiacchiere maschili : la figa, lo sport, il cibo. Riduttivo ? Forse, ma se ti adatti potrai essere invitata in serate goliardiche a cui poche e’ consentito l’accesso. Esclusi gli amici gli altri vogliono solo combinare. Sono brutale? È così. Finché interessi o pensano di ottenere qualcosa avrai le loro attenzioni, appena si accorgeranno che è difficile la vittoria non preoccuparti, puoi buttare il numero, non li sentirai più. Voltare pagina per loro è abitudine.

Quanto costa la solitudine?

” Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole ed’e’ subito sera” .

Così Salvatore Quasimodo interpreta la nostra solitudine, sì perché ognuno di noi ha dei momenti in cui è solo. Solo non vuol dire non avere affetti, non avere amici, vuol dire che nessuno potrà essere con te, sostenerti in quel momento. Quanto costa la solitudine ? Molto ma bisogna avere il coraggio di affrontarla. Non tutti ce la fanno, non tutti sono coraggiosi da riuscire ad essere soli. Tanti compromessi, tante accettazioni pur di non dire al mondo sono solo. Solo è uno stato da persona forte. Solo se saprai stare solo potrai scegliere la compagnia giusta per te. Solo se non ti importerà di non avere nessuno al tuo fianco non accetterai compromessi. Io mi sono liberata di molte zavorre, sola non sono ma nemmeno sto con tutti. O sei una bella persona per me o sei un Peloso altre possibilità non ne vedo di avere la mia compagnia.

Quello che non ti uccide ti fortifica

Probabilmente le batoste della vita ti fortificano sempre che non ti uccidano prima. Ma che fatica. Ci sono momenti in cui non vedi la luce in fondo al tunnel e quindi anziché uscire decidi di arredarlo. Si, perché ci sono periodi che non mollano mai e ogni giorno ti colpiscono. Tu ti accasci ma non crolli. Devi resistere perché qualcuno dice che dopo la tempesta torna il sereno. Ma se questa tempesta dura troppo sai che disastro? Insomma non devi mollare, la svolta è dietro l’angolo, quale angolo non so, ma dietro a uno c’è sicuramente. Dopo la moda di ” The Secret” , pensa positivo e otterrai tutto quello che vuoi, ho visto persone esaltate da questa credenza, ben per loro perché tante Ferrari non ne ho viste girare. Comunque un bel pensiero positivo aiuta è che a volte non ti viene nemmeno dopo uno sprizt. Che dire – se tutto quello che non ti uccide ti fortifica – io usciro’ indistruttibile da questo periodo, non so quando, ma un giorno forse. Quindi, occhio a pestarmi i piedini, non sapete in che momento potrei essere …

Quando si fotografava con il rullino

Amarcord.

Quando andavi in vacanza, anni orsono, ti portavi la macchinetta fotografica con un rullino da 36 foto. Ti rendi conto? 36 foto che dovevano bastare tutto il viaggio. Le foto un tempo venivano studiate, centellinate, non potevi permetterti di buttarle via fotografando un piatto di formaggi. Un tempo il cibo non era considerato soggetto fotografico, solo la torta nei compleanni e nelle cerimonie ma con il festeggiato dietro. Quando tornavi dalle vacanze stampavi le copie e ti trovavi con gli amici per decidere chi ne volesse una copia. Era come lo scambio delle figurine, così in tre o quattro a furia di far copie riuscivi ad avere tutte le foto delle tue vacanze. Ora con il digitale si fotografa tutto, non parliamo da quando poi puoi farlo con i telefoni. Non ti sfugge più nulla. Io per prima immortalo i pelosi in ogni situazione. Un tempo avevo al massimo due foto del mio peloso con me. Ora sono veri e propri protagonisti . Con l’era dei social poi, dove posti quello che fai, tutti sanno cosa mangi e cosa bevi, dove fai benzina, cosa compri al super. Ti immagini un tempo? Intanto la macchina fotografica si usava quando usavi la valigia e poi con 36 scatti dove andavi? Gli unici che assomigliano ai giorni nostri erano quelli che facevano diapositive. Centinaia di scatti sul nulla da propinare agli amici nella famosa serata di ritorno vacanza. Io cercavo di glissare l’invito ma in qualcuno ci sono cascata pure io. Alcuni di voi non potranno capire causa giovane età ma molti staranno sorridendo.

Quando eravamo giovani e belli

Un gioco di ieri su FB mi ha fatto prendere l’album dei ricordi e fotografare le foto cartacee della mia giovinezza. Che belli eravamo. Sarà anche la bellezza dell’asino ma eravamo tutti belli. Belli e spensierati e quella spensieratezza ci rendeva ancora più belli. Quando sei giovane il mondo ti appartiene e non ti spaventa nulla, nulla intacca il tuo smalto. Bello quindi riprendere l’album dei ricordi e rivederti felice. La giovinezza da una spensieratezza che con le prime rughe sparisce. Per quello devi vivere, vivere e basta la tua giovinezza. Papà Schiratti mi diceva quando ero giovane se piangevo – Non piangere adesso, avrai tempo per farlo- Mai profezia fu più azzeccata. Anche le lacrime giovanili sono più leggere perché sono di dolori piccoli, piccoli come sei tu. Bello rivedere l’album dei ricordi, l’album di quando ero felice. Ora non mi chiedere come sto quando mi incontrerai ma chiedimi se sono felice.

Non si può piacere a tutti

Proprio con il post di ieri ho razionalizzato questa cosa. Chi mi ha fatto i complimenti e chi mi ha scritto che ho problemi. Si, perché se tu scrivi una cosa vera che tocca, chi si sente toccato attacca subito. Nessuno pensa che magari hai ragione, che magari hai scritto una cosa perché ti avevano ferito. No ! Tu hai problemi. E con questo si lavano la coscienza. Dall’altra parte, invece, trovi persone che ti apprezzano per come sei e quello che esprimi e ti riempiono di complimenti. Morale : comunque tu sia qualcuno avrà qualcosa da ridire e quindi tanto vale essere come si è. Sai che fatica a creare un personaggio, a mettersi una maschera per cosa ? Tanto a qualcuno non andrai bene, quindi rimani come sei e non ti preoccupare, qualcuno prima di noi disse – tanti nemici tanto onore – vero, non fece una bella fine, ma a scuola tutti lo devono ancora studiare 😜 . Concludo dicendo un “grazie” a chi mi stima è un “scordatevi di me” a chi ha tanto bisogno di criticarmi. Su, su, sono stata educata.

Ma quanti pezzi di merda ci circondano ?

La foto non c’entra nulla ma mettere cacca sul blog non pareva bello. Partiamo dall’antefatto – ieri vengo chiamata da FP ( scrivo le iniziali così lo stronzo/stronza saprà che parlo di lui/lei) per un suo problema e sul più bello mi dice che le hanno commentato che io rompo le balle sul mio blog con il lutto di mamma. Premesso che è per l’appunto il mio blog, io scrivo di mamma quanto mi pare. Non ti va bene? Ti dà fastidio ? Non mi leggere . Se tu, grandissimo coglione, avessi le palle, anziché a FP lo diresti a me così verresti sotterrato in due minuti. I Faraoni facevano piramidi per essere ricordati, io ricordo scrivendo. Il brutto sono le cose dette alle spalle … Abbiate il coraggio e ditele sul muso dell’interessato, magari vi arriverà un cartone, ma almeno non vi siete comportanti da pezzi di merda.