Le persone hanno sempre bisogno di un alibi

Le persone devono sempre crearsi un alibi. Non parlo di quelli alla Arsenio Lupin che rubando i gioielli della corona devono averlo per forza, parlo delle persone normali che non vogliono ammettere di aver fatto una caxxata. Si, perché la gente non vuole ammettere. Ci vuole sempre un alibi per non avere la colpa. In una società di vincenti il perdente vuole l’alibi. Io che me ne fotto dico – e’ colpa mia – ma in quanto Dolly non perdo valore. I comuni mortali invece, accusano sempre qualcun altro soprattutto nella fine di storie amorose. Uomini plagiati lascerebbero la più bella del reame a causa del plagio. Ma la più bella del reame non si pone il problema che potrebbe essere una zecca pazzesca e quella sarebbe la vera causa? Insomma, gli esami di coscienza non si usano più, meglio un buon alibi per farsi compatire meglio. Io l’unico alibi lo cercherò quando sarò riuscita a rubare il Koh I Noor, perché si sa … i diamanti sono i migliori amici delle donne 😎

Gli uomini (forse) sono un valore aggiunto

Gli uomini in realtà non fanno parte della vostra vita possono però, a volte (forse) essere valore aggiunto. Donne sole disperate ricordatevi che se anche vi accasaste sareste spesso comunque sole. Perché? Perché gli uomini hanno una vita propria piena di impegni e voi potete esserci solo quando va bene a loro. Per questo, spesso, quando avete bisogno di loro, loro non hanno tempo e quindi voi dovete vedervela da sole come se foste sole. Chiedete un favore non programmato, magari in un giorno non dedicato a voi, provate … provate… e la delusione sara’ dietro l’angolo. Consiglio: lasciate perdere, se il giorno che voi avete bisogno hanno il loro allenamento sportivo, per esempio, non preoccupatevi, o spostate voi il giorno del bisogno o vi dovete arrangiare. Per questo, care signore, se siete sole non disperatevi perché comunque una donna deve avere la sua vita in piena autonomia sia che sia single o accoppiata. Vero e’, che quando ci sono, danno (si spera) valore aggiunto alla vostra vita ma succederà solo a loro uso e consumo.

Quando una storia e’ finita … e’ finita

Quando una storia e’ finita e’ finita. Quando una storia e’ finita e’ perche’ doveva finire. Insomma smettetela di fare l’Ispettore Derrich per capire che fine ha fatto il vostro amore o con chi se la spassa ora. Un tempo le storie finivano e raramente ti ritrovavi – cerca di evitare tutti i posti che frequento e che frequenti anche tu – cantava Battisti. Bastava stare alla larga e non ti rivedevi piu’. Ora, con tutti questi social, in due minuti vedi con chi sei stato sostituito. Si, perché la gente si molla ma non si cancella da FB, anzi mette gli “allert”, quegli avvisi per sapere in tempo reale cosa posta l’ex. Male, malissimo, quando una storia e’ finita dovete depennare tutto e rimanere all’oscuro degli sviluppi di vita altrui. L’altra o l’altro sarà sempre peggio, dal vostro punto di vista, e i travasi di bile potrebbero raggiungere un limite pericoloso. Tutto questo masochismo non lo capisco … lasciate stare, non ingrandite le foto pubblicate alla ricerca di dettagli che potrebbero risultare pugnalate. Se proprio dovete, sedetevi sulla riva del fiume, che se vi va bene, all’altra potrebbe capitare la vostra stessa sorte 😜

Sono Social

In un periodo in cui io mi sto cercando ma gli altri sanno di me più di me, mi sento spesso dire – si perché tu sei Social – il fatto di essere identificata così non mi dispiacerebbe se non ci fosse una smorfia quando me lo dicono. Ragazzi non ho una malattia infettiva e quindi non sono contagiosa. Chi non conosce il mondo Social, per l’appunto, ne parla come se si sentisse un puro rispetto a te, alla pari di – io non fumo, io non bevo -. Premesso che con moderazione si può fare tutto, un ape in compagnia non ha portato al patibolo nessuno, perché se non scrivete su FB vi sentite migliori di me? Sarò Social ma simpatica, sarò Social ma non faccio male a nessuno. Voi non sarete Social ma non vi daranno nessuna laurea ad Honorem perché, mi dispiace per voi, non si misura così il vostro valore e tanto meno la vostra intelligenza. Quindi, sapete cosa vi dico, continuerò ad essere Social nonostante il vostro giudizio negativo perché i Dollypensiero servono per far sorridere e prendere con leggerezza la vita …. com’era ? Voglia di leggerezza 😜

Sopravvivere a San Valentino

Se sei fidanzato felice questo Dollypensiero non è per te, ma se sei fidanzato infelice o single credo tu possa dedidicarmi 5 minuti del tuo tempo. Come a Natale tutti si aspettano un dono sotto l’albero a San Valentino tutti si aspettano un segnale amoroso. C’e chi non ricevendo nulla si regala dei fiori, chi compra un manicaretto per cenare con il suo peloso, chi si strugge davanti al cel aspettando un segnale. C’è chi però starà peggio di così, si perché c’e un mondo di convenzionali accoppiati che vorrebbe essere con un’altra persona. A questi voglio dedicare i cinque minuti di riflessione. Queste persone pavide, perché se fossero state coraggiose starebbero con chi gli fa battere il cuore, passeranno la serata più romantica dell’anno a pensare ad un’altra persona che, in teoria stara’ soffrendo in egual misura, in pratica potrebbe andare a divertirsi. Non serve stare a casa a piangere in memoria di chi ha scelto di stare altrove. Quindi, se non avete un peloso ( male) su cui riversare il vostro affetto mi raccomando non riversatelo sul vasetto di nutella perché San Valentino passa ma i Kg restano.

Non accettate di fare le cornici

Non accettate di fare le cornici, voi dovete essere il quadro. Se una persona non vi mette al centro della sua visuale, come un bel quadro, ma vi lascia al bordo come una cornice non dovete accettarlo. Una bella cornice, e’ vero da risalto, ma quel che conta e’ la tela non il contorno. Qualcuno si ricorda la cornice della Gioconda? No, tutti si ricordano del suo sguardo magnetico. Non passate in secondo piano, passate ad un altro soggetto che vi metterà al centro del suo mondo. A volte capita di non intuirlo subito, si crede di essere quadro invece si è cornice, non importa, l’importante e’ non permetterlo una volta accorte. Mai dire – oramai – mai rassegnarsi, perché ogni giorno può essere il primo giorno della vostra vita. Ricordatevelo. Se per prime non vi date valore rischiate di perderme ancora di più. Non accettate quindi di fare le cornici. Si tengano le altre tele, che spesso sono croste, voi in questo caso non avete nulla da perdere anzi, potete sempre guadagnarci magari venendo messe al centro del Salone degli Specchi.

Quando adotti un peloso

Quando adotti un peloso diventi, nel mio caso, la sua mamma, ma potresti diventare il suo papà. Solo chi ha provato questa esperienza mi può capire. Lui o lei, io ne ho due – lui e lei – diventano la presenza più importante della tua casa soprattutto se vivi da solo. Appena arrivi, ancora con il cappotto corri a salutarli e l’ultimo saluto, con addosso già il cappotto, prima di uscire va a loro. Se escono e non tornano per la notte non dormi e non fai dormire nemmeno i vicini perché passi la notte a chiamarli sbattendo il sacchetto delle crocchette. Quanti pranzi o cene con il peloso in braccio, cercando di mangiare meno peli possibili, perché quando il peloso vuole le coccole non ce ne e’ per nessuno. Al Super il carrello contiene più pappe per loro che cibo per te. In sala d’attesa del veterinario parli di loro come si fa con i bambini dal pediatra. Esagerata? Forse. Felice? Tanto. Non mi vergogno delle lacrime versate per miei pelosi scomparsi. Non mi vergogno delle telefonate, se sono via, per sapere come stanno a chi li ha in custodia. Se uno non ama i miei pelosi io non amerò lui. Cattiva e antipatica? Si e ne vado fiera. Quindi, se mi volete conquistare, dovete trovare meravigliosi Matisse e Moshe altrimenti non c’è speranza 😻

La legge d’attrazione

Qualcuno me la deve spiegare tutta sta filosofia sulla legge d’attrazionr, sul pensiero positivo, sulla mentalità vincente e chi più ne ha più ne metta. Io ci ho provato a pensare solo al bello e ogni venerdì ( chissà perché di venerdì, forse per rovinarmi il we) mi arrivava una raccomandata dell’agenzia delle entrate che doveva farmi un’accertamento nuovo. Ma qualcuno esiste a cui il pensiero positivo ha recapitato quello che sognava? Se si, prego contattarmi. Io e’ anni che materializzo nel pensiero uno zio d’America che si è ricordato di me nelle sue ultime volontà : niente. Le istruzioni dicono che se una sola volta perdi le speranze tutto si annulla e il desiderio non si avvera. Come nella dieta, un giorno di sgarro, tre kg rimessi su, così nell’attrazione cosmica, un giorno di depressione annienta mesi di pensiero positivo. Forse dovrei non aprire più la cassetta della posta, perché sfido chiunque a sorridere davanti ad una multa. Ragazzi non so, ma vi darò un indizio, dovesse avverarsi il mio desiderio perderete le mie tracce. Finché mi troverete scritta a parlare di varia umanità, non dubitate, non ho capito come attirare a me l’etedita d’oltreoceano.

La sindrome di Calimero

Sarà la crisi, sarà il freddo, sarà il buio presto ma c’e sempre più gente in crisi. Non crisi vera ma crisi per il nulla. Problemi che non sarebbero problemi ma servono per far sentire brutti e neri. Ma vi ascoltate ? Fate una bella cosa, registratevi che forse riascoltandovi vi verrà da dire – che palle – esattamente come succede ai malcapitati che vi devono sopportare. I problemi sono problemi quando per il momento non c’è via di uscita – se c’e via di uscita non c’e’ il problema esattamente come Calimero che non era nero ma solo sporco. Calmiero diceva – ce l’hanno tutti con me perché sono piccolo e nero – invece con voi ce l’hanno tutti perché siete delle crode. Su su reagite e buttatevi in lavatrice, una buona centrifugata, un po’ di candeggina e vedrete che vi sentirete meglio. Insomma, basta con problemi stupidi e giornate perse a piangersi addosso perché se poi gli amici si allontanano a macchia d’olio non è per cattiveria ma perché non ce la fanno più.

Ma come ci si veste 20 anni dopo?

Vengo invitata ad una festa in disco con le persone e le musiche di 20 anni fa, quando ancora ballavo sui cubi buttando giù la cubista di turno. Entusiasta accetto e inizio a pubblicizzare l’evento con i miei coetanei tutti ex ballerini da febbre del sabato sera. Stamattina nel dormiveglia mi si è balenato il quesito – ma come ci si veste 20 anni dopo ? – Allora portavo minigonne giro cintura o shorts argento, camicie con fuori la schiena anche con meno 10 gradi. Sempre senza calze perché avevo gli ormoni al posto giusto (ndr). Se lo facessi ora mi beccherei una broncopolmonite bilaterale. Ora che giro vestita come un’eschimese non sono adatta a Tony Manero. Ma come ci si veste 20 anni dopo? Le mini non si addicono alle signore e capi da disco non ne posseggo più. In questo momento di pensieri dettati dalla fattura elettronica io mi perdo nell’armadio … ma vi pare?