Marco Ferradini ha rovinato generazioni di maschietti

Ma come si fa a fare una canzone che inneggia al maltrattamento femminile, non fisico ovvio ma morale? Ferradini con il suo Teorema era da rinchiudere e gettare la chiave. – Prendi una donna trattala male lascia che ti aspetti per ore – avete provato voi tutte tirate in tacco 12 ad aspettare un uomo che dava appuntamenti vaghi? Aggirarsi per casa vestite di tutto punto aspettando che il citofono suonasse? – io si e sono durata 4 mesi poi l’ho spedito ….. Non farti vivo quando la chiami …… Mi ricorda “buona domenica” di Venditti che parlava di una poveretta che aspettava tutta la domenica che il telefono trillasse senza successo. Vi ricordate da giovani con il telefono fisso di casa che si alzava la cornetta per vedere se c’era la linea? E attendevi per ore chi non ti chiamava? Che torture…… Falle come fosse un favore ….. Ma il favore te lo faccio io che ti sopporto caro mio…. Insomma generazioni di maschietti cresciuti convinti che trattare male sia bello, che trattare male sia macho ….. Ma finitela che rimanete così tutti zitelli. Casanova docet – la donna va amata e fatta sentire importante anche se non è l’unica – voi non riuscite ad averne una e lui ne aveva a decine in contemporanea. Altri tempi ? Si per voi bruti e cafoni, per noi donne Casanova con i suoi modi gentili e’ un evergreen . Quindi cari maschietti usate pure la canzone teorema, di cui tutti ricordano solo la prima parte, perché alla fine anche Ferradini ritratta , e continuate a trattarci male che una sera vi risponderemo – esco con Mario !!!! –

Deve ancora nascere quello che mi ammazza

Oggi la foto indica lo stato di come mi sono alzata. Statemi alla larga se potete se non potete starmi alla larga iniziate a temere ….. Scherzi a parte, quando una persona è provata da anni da stress quotidiani, che non sono i cantieri …. Nooo, non sono le pratiche edilizie ….. Noooo, ma sono le persone e impara ad “accettarle” mentalmente diventa indistruttibile una sorta di forza della natura. Ma voi vi rendete conto che qualsiasi cosa fate ci sarà qualcuno che alzerà la manina e quando gli darete la parola inizierà a stritolarvi le palle??? Anche se le avete solo metaforicamente come me. Poi sulle palle delle donne dedicheremo un ‘altra pagina del blog. Insomma qualsiasi cosa fate soprattutto se pensate di agire nel bene verrà contestata da qualcuno. Se per caso  decidete di propria iniziativa di fare un favore, se tutto va bene  vi verrà detto – chi caxxo ti ha detto di metterti di mezzo – e qui i francesismi volano come coriandoli a carnevale – esatto, chi caxxo….. Mai e poi mai agite d’istinto ma chiedete sempre il permesso in carta bollata .Quindi oggi statemi alla larga ho un’accetta in borsetta con manico ben visibile perché tutta dentro non ci sta. Oggi evitatemi critiche, battute e quant’altro perché deve ancora nascere chi mi ammazza ma io non mi sono messa alla prova del tutto …..

Quando la sfiga non solo ci vede bene ma ha 10 decimi

Ci sono momenti nella vita di ognuno che sembra essere perseguitati dalla nuvoletta di Fantozzi e sfido chiunque a non rammentarli. Ieri per esempio, causa gelo, mi è saltato il tubo dell’acqua in giardino producendo uno zampillo degno di una fontana del Bernini. Mi sono precipitata con una mano a tentare di bloccare la falla e con l’altra a chiamare il mio angelo custode Daniele Z. nonche’ mio vicino di casa, per un rapido aiuto. Premesso che in quei frangenti il cervello va in tilt e anziché correre a chiudere l’acqua come suggeriva lui io rimanevo quasi imperturbabile sotto lo zampillo d’acqua pensando di risolvere chissà cosa. Due giorni fa invece mi è caduto il telecomando del garage incastrandosi sotto il sedile dell’auto, bene nel tentativo di recuperarlo mi si è pure incastrata la mano sotto il sedile. Così bloccata e’ pure partito l’allarme di casa perché avevo superato il tempo necessario per uscire dal garage stesso. Meno male non ero ripresa da una telecamera tipo “grande fratello” avrei fatto ridere chiunque. La mattina di Natale trovo il dietro di un orecchino, regalo di mamma di un Natale precedente, nel lavandino ma non trovo l’orecchino. Chiamo l’angelo Daniele, che prima o poi cambierà numero senza dirmelo,  che precipitandosi con pila ha passato ogni angolo di casa senza risultato ma con tanta fatica da parte sua. Allora si chiama l’idraulico, l’orecchino sarà nello scarico del lavandino. Morale: tubo rotto dello scarico con conseguente fuoriuscita d’acqua ( va di moda) e nessun orecchino in vista. Insomma in questi periodi in cui ti succede di tutto e speri sempre che ti appaia il cartello “sei su scherzi a parte” ti conviene mollare e sperare da Paperino di trasformarti in Gastone al più presto.

 

La classe è acqua con le bollicine

Parlando di classe non si può non ricordare Cary Grant e Audrey Hepburn quali icone di stile. Con la classe ci nasci come -diceva Totò – Signori si nasce – o ce l’hai o non ce l’hai. Non è questione di ceto sociale o di soldi, non è essere vestiti alla moda o girare con un macchinone. No, avere classe è tutt’altro, è’ essere notati per lo stile interiore, la classe e’ una finezza delicata che  ti identifica anche se stai giocando a tennis con 40 gradi all’ombra. Il bello o la bella della nostra giovinezza erano quei ragazzi delicati, quasi  eterei che piacevano a tutti. Da adulti sono come Cary e Audrey. Non potete imitarli o siete come loro o nulla vi farà diventarlo. Cary a volte sornione, con l’aria da “faccio danni” ma con un stile solo suo e Audrey delicata e femminile come poche. L’uomo di classe farà sempre sentire ogni donna una principessa, la donna di classe non girerà con mini altezza cintura o scollature all’ombelico. Così è la classe, naturale come l’acqua ma con quel qualcosa in più : le bollicine.  Cari miei che vi credete imbattili o fantastiche forse dovreste analizzarvi meglio. Non è la forza, non è il successo, non sono i soldi e’ lo stile con cui fate le cose. Se anche facendo benzina o la spesa al supermercato non vi sentite gli occhi addosso allora temo che questa classe, di cui sto parlando, non la possedete. Se avete bisogno di strafare per farvi notare ( la rima non era studiata ) non ci siamo. Insomma con la classe ci nasci, e io modestamente vi nacqui !!!

Papà Schiratti creo’ un mostro

Papa’ Romeo Bruno Schiratti avrebbe quest’anno compiuto 100 anni, era del 1917. Io nacqui tardi, unica figlia e femmina. Eppure lui mi educo’ con la grinta e la mentalità di un uomo all’avanguardia che ancora ai giorni nostri faccio fatica a trovare la stessa mentalità nel genere maschile. Mi diceva – realizzati e renditi indipendente perché così non dipenderai mai da un uomo e potrai scegliere se stare con lui o no – Per lui le donne erano una forza della natura e in effetti non avrebbe potuto stare con mamma Schiratti che fu una grande imprenditrice nel settore della moda. Io così sono cresciuta in un ambiente dove l’uomo e la donna avrebbero potuto fare tutto in egual misura. Ora, che c’è crisi nel mio settore, e a volte offro il mio Curriculum mi ritrovo uomini con la metà degli anni che avrebbe papà che mi rispondono –  noi le donne non le assumiamo  – cosa? Una donna in cantiere con tutti i geometri disoccupati che ci sono in giro ? – se penso che i primi passi in cantiere li feci a 4 anni a manina di papà mi chiedo se nel genere maschile c’è stata una involuzione. Forse noi donne italiane siamo troppo emancipate per certi ambienti ? Forse gli uomini italiani ci vorrebbero tutte segretarie in gonna corta e tacco 12? Magari con camicetta scollata da cui si intravede il pizzo del reggiseno ? Ma soprattutto pronte a dire sempre sì ? Io che sono, per lavoro, con lo scarponcino e il pantalone e anche in estate coperta tipo Burka perché in cantiere frequento etnie diverse non trovo una mia collocazione tra questi uomini moderni.  Poi questi si chiedono perché gli viene dato dei maschilisti, semplice perché lo siete.

 

Eminenza grigia grazie di esistere

Quando una è come me, che nella tecnologia l’hanno buttata, mi laureai infatti con una tesi tutta disegnata a mano, e si ritrova a litigare con il PC più che con l’Agenzia delle Entrate, c’è bisogno di un essere quasi etereo che stia in disparte a gestire la stanza dei bottoni quando decidi di fare un blog. La mia salvezza per questa Mission è stata la sua conoscenza. Vero, io sono la mente di queste pagine, me ne prendo oneri e onori e tutte le incazzature del caso, ma la struttura fondamentale e la messa in rete, unica frase capita da me e Totti, è merito di colui che da subito ho definito ” Eminenza Grigia”. A volte mi fa pure da T9, non per levargli importanza ma anzi è il mio salvatore a 360 gradi. Lui lavora nell’ombra ed è in filo diretto con la sottoscritta, la quale ritiene di avere un PC con vita propria dal momento che si è installato da solo Windows 10. Figuratevi come potrei essere qui ad allietarvi quotidianamente senza di lui. Di lui si può sapere poco anzi nulla, rimarrà celato anche perché essendo un uomo affascinante potrebbe levarmi la scena e da un blog ci trasformeremmo in un sito d’incontri visto l’interesse che potrebbe destare. Quindi donne non insistete nel voler avere un volto o un nome, il segreto professionale lo tutela. Per quanto riguarda la sottoscritta perennemente insabbiata nelle operazioni tecnologiche non rimane che dire – Eminenza Grigia – grazie di esistere –

Io ho problemi di comunicazione con gli uomini

Come regalo di promozione in seconda elementare mi feci regalare il telefono in camera, il Grillo per l’appunto, perché da sempre ho avuto semplicità nel comunicare e voglia di chiacchierare. Ora che sono grande, per non dire altro, mi ritrovo impacciata con questa nuova era di uomini che non chiamano, non ti invitano ad uscire ma messaggiano creando una sorta di chat. Il fenomeno tocca tutti, anche quelli vicino alla pensione. Il problema dei messaggi, se non ti conosco più che bene, è il fraintendimento della cosa scritta. Non sentì la voce, non vedi l’espressione insomma come si direbbe in PNL manca il non verbale e il paraverbale. Leggi e basta chiedendoti a volte se è una battuta o un insulto, se è una battuta o un’amara verità. Lo stesso capita alle mie risposte, pur farcite di faccine, spesso tra le mie righe non si sente l’ironia della mia voce e mi ritrovo con una persona incazzata dall’altra parte quando io volevo solo strappare un sorriso. Io scherzo molto, ma letto il mio scherzare e non dialogato, a volte sembra un colpo basso all’ego maschile. Vero ci sono i messaggi vocali ma anche quelli sono unilaterali se poi non ricevono risposta rimani appeso senza capire che cosa hanno suscitato. Si rischia quindi, con tutta questa chat, di rovinare rapporti che potrebbero essere carini se solo uno si fosse capito. Se vedete quindi Dolly’s call non preoccupatevi , non voglio seccarvi, voglio solo fare due chiacchiere come ai tempi del Grillo.

 

 

 

Non chiedermi di eliminare i gatti loro ci saranno dopo di te

Solo chi ha pelosi può’ capire cos’è il rapporto che si instaura con l’umano. Inizio anni 2000 conobbi quello che poi divento’ il mio fidanzato per un lungo periodo. La prima volta che venne a casa mia una tragedia, io vivevo con Pois, Liu’ e Foca che in anni diversi avevo salvato da un triste destino e a tutti gli effetti erano diventati membri della famiglia Schiratti. Il Lui della situazione lamentava una forte allergia ai gatti facendomi capire che non li voleva. Io flemmatica risposi che loro c’erano da prima di lui e magari sarebbero resistiti anche dopo lui. Premesso che in tre mesi la fantomatica allergia spari’ e mai profezia fu più azzeccata. Quando finì la storia d’amore e tralascio il modo in cui fini’ , ben noto alle folle, mi resi conto che l’unico amore fedele e incondizionato era quello tra me e i pelosi che in effetti durarono più del fedifrago. Quindi a tutti quelli, ma soprattutto quelle, che per un compagno rinunciano a tutto dico :- siete sicuri di fare la scelta giusta? – di un peloso sei responsabile per sempre e non puoi decidere di abbandonarlo a piacimento. Di un adulto che dovrebbe invece far funzionare i neuroni non puoi sentirti responsabile ma se serve abbandonalo pure al suo destino. Da giovane giravo con la foto di Sprizt, il mio cane nel portafoglio, perché dicevo che i fidanzati cambiavano e lui invece c’era sempre. Ora giro con le foto di Matisse e Bizet nel telefono perché l’abbraccio di un orsetto miagolante quando torni a casa riscalda di più di un – cosa c’è per cena ?-

 

È meglio infrangere o farsi infrangere?

Le donne si dividono in due categorie, in realtà sarebbero molte di più ma analizzo per macro insiemi, in quelle che infrangono i cuori e quelle che se lo fanno infrangere. Le prime sembra non si innamorino mai ed approfittano in maniera ignobile dei propri spasimanti fino a fargli venire crisi isteriche, sfruttando all’inverosimile il malcapitato facendosi offrire cene, trasporti e soprattutto facendosi riempire di regali. Il poveretto che alla fine della cena romantica si aspetterebbe un dopo cena altrettanto romantico si ritrova sul muso la frase – avevamo detto una cena non un dopocena – non parliamo poi dei regali, solo cose firmate: borse, vestiti, scarpe, occhiali …ripagate con un semplice bacetto sulla guancia e un – acoompagnami a casa s’è fatto tardi – appena finito gli acquisti. Per non parlare dei trasporti, si fanno scarrozzare ovunque e lasciano lo sprovveduto ore ad aspettare al parcheggio una volta a destinazione.   Poi ci sono quelle che il cuore se lo fanno frantumare dagli uomini. Quelle ingenue, buone, generose con la scritta “approfitta di me” sulla fronte che si innamorano sempre. Quelle non trovano mai i bravi ragazzi , quelli sono impegnati con quelle citate sopra, trovano i Figli di ….. E si fanno spremere come limoni. Rispondono sempre al telefono anche nel cuore della notte per sentire le lamentele, gli preparano pranzetti caldi, a volte stirano camicie…. Insomma delle Colf gratuite per uomini che dopo averle sfruttate forse diranno grazie.  Arrivano pure a volte a prestare soldi che non rivedranno più se non con l’aiuto di un amico avvocato. Le prime sempre fiere, le seconde sempre bastonate …. Ma non c’è niente da fare …. O regine che infrangono i cuori o regine dai cuori infranti.