Giornata mondiale del Gatto

Come potrei non festeggiare i miei pelosi, i miei compagni di vita, i miei orsetti … insomma i miei scopi di vita. I gatti conquisteranno il mondo ma in primis hanno conquistato me. Casa Schiratti non puo non avere gatti come padroni di casa. Matisse e Moshe con l’amico Sebastian vivono in casa cambiando giacigli su cui riposare le stanche membra ogni giorno. in giardino ci sono ciotole per gli a-mici di passaggio … crocchini e pappa umida a volonta’. Il mio frigor puo’ essere vuoto di cibo umano ma le dispense con le pappe dei pelosi non si chiudono. Io penso per primi a loro poi a me. Pazzerella? No – mamma di mici e in quanti mi capiranno. Quando poi mi cercano per le coccole mi sciolgo… non me ne voglia il mio fidanzato ma come dico sempre – loro c’erano prima di te –

Con tutto il bene possibile un grosso augurio a tutti i gatti del mondo ❤️❤️

Il mio nome e’ Kant – Evha Kant


Il mio nome e’ Evha Kant – Evha con l’h per distinguermi dalla fidanzata di Diabolik, si perché a me Diabolik mi fa un baffo. Io non rubo gioielli, io rubo cuori … arte complessa, da pochi in uso. Si da pochi in uso perché rubare i cuori e’ difficile – per pochi. Ci vuole fascino e bravura e una cassaforte di ghiaccio per conservare i cuori rubati. Molti entrano nella mente delle persone, pochi rubano il cuore. Molti rubano pietre preziose pochi rubano cuori. Non vi svelerò il mio segreto anche perché un vero segreto non c’è … c’è’ un’innata bravura. E chi si ritrova senza cuore cosa farà poi? Non ti dimenticherà mai … rubare cuori rende immortali. Il mio nome e’ Kant – Evha Kant e rimarrò immortale perché rubo cuori e le persone non possono dimenticarmi.

Chi ha ucciso la Pantera Rosa

Oggi mi sono presentata al lavoro con un cappotto in peluche rosa e ironicamente mi hanno chiesto se avevo ucciso la Pantera Rosa. Nessuno può uccidere la Pantera Rosa, lei rappresenta l’ironia che salverà il mondo. La sua flemma, cadenzata da una camminata a passi di danza, ha incantato generazioni. Io non ho ucciso la Pantera Rosa, io la emulo… no Dolly come la pecora, ma Dolly come la Pantera Rosa. Cerchiamo di tingere il mondo di rosso mischiato al bianco e procediamo al suono di una colonna sonora che ci rende unici… unici come la Pantera Rosa. Il rosa non è solo il colore delle femminucce, il rosa e’ la tinta della felicità … da domani sarò più Rosa e più Pantera perché la vita va’ affrontata scodinzolando ❤️❤️

Educato? A chi?


Educazione questa sconosciuta. Si perché al giorno d’oggi sembra che definirsi “Educato” sia un difetto. Nessuno rispetta nessuno, la gente non dice quello che pensa, magari, si ascolta intanto che parla – non ragiona e butta fuori parole e verbi senza pensare chi ha di fronte. Ti prendi del deficente da giovani che hanno ancora la bocca sporca di latte e che non hanno capito cosa stavi dicendo. Che tristezza, un tempo l’età era sinonimo di rispetto, ora più giovani sono e più credono di detenere il segreto del Santo Graal. A volte credo che il battipanni messo a riposo sia stato un errore delle nuove genitrici. Vi ricordate come eravamo? Già alle elementari se la maestra ti metteva un brutto voto tu rischiavi le botte, ora se la maestra ti mette un brutto voto le botte le rischia lei. Non dico di essere puniti per tutto ma un po’ di educazione “uscitela”. Per non parlare poi della grammatica, insieme alle buone maniere si sono persi anche i congiuntivi. E dei leoni da tastiera ne vogliamo parlare? Piccole pulci con criniera che si nascondono dietro un pc per dar sfogo alle loro repressioni. Come diceva Papà Schiratti – l’educazione non si impara sui banchi di scuola – propongo allora meno laureati e più educati 😎

Baglioni e gli amori estivi


A volte sono proprio anacronistica e parlo di cose che i giovani d’oggi non possono comprendere, un po’ mi dispiace ma e’ più forte di me – mi accontenterò quindi del pubblico over 50. Io venni su con le estati suggellate dai motivi di Baglioni, il Claudio nazionale musicava poesie che incantavano la mia generazione. Le chitarrate sula spiaggia cantando – quella tua maglietta fina – sono ricordi indelebili. Il primo bacio a fior di labbra, il batticuore al chiaror della luna, il bagno di mezzanotte. Chi non ricorda una cotta estiva sulle note di “ questo piccolo grande amore “.Brividi che corrono ancora lungo la schiena. Amori nati in spiaggia che duravano il soffio di una vacanza per poi essere dimenticati tra le pagine di un diario al ritorno in città. Che emozioni, che sensazioni… indimenticabili come solo i sedici anni possono essere. Ora e’ tutto diverso, non ci emozioniamo più così, non ci innamoriamo davanti ad un falò e non abbiamo un diario a cui confidare tutto. Che bello sarebbe rivivere per un attimo tutto questo … un attimo ancora. Non sarà certamente come allora ma sono sicura che risentire Baglioni in riva al mare potrebbe avere un effetto dirompente… concludendo il mio Dollypensiero nulla tolgo a Fedez, ma per me Baglioni rimane Baglioni e so che la generazione Discovery mi capirà ❤️

Buone nanne


A volte il momento migliore della giornata e’ l’ora della nanna… quando arrivi esausta la sera da essere raccolta con un cucchino, da caderti la testa nel piatto, da far fatica a mettere una posata in lavastoviglie … e’ proprio allora che desideri andare a nanne bobo’. Finiti i tempi della voglia di uscire, il dopo cena siglava l’inizio della nottate- andiamo in vita – era il motto dei Lupi della Notte. Ora il dopocena sigla l’inizio del – andiamo a letto – Eppure sono sempre io, la Dolly che animava le serate, la Dolly con il tavolo nella disco di tendenza, la Dolly che faceva un dritto non dormendo nemmeno un’ora. Ora dovessi fare un dritto lo farei direttamente al pronto soccorso. Gli anni inesorabilmente passano e ci sono giornate come oggi che potreste trovarmi addormentata nel vaso di gelsomino come Matisse. Che dire? Lo smalto dei 20 anni e’ rimasto, non è rimasta la tempra. Visto che Carboni afferma – ci vuole un fisico bestiale – io di bestiale ho solo il sonno … quindi “ Buone Nanne a tutti “ 😴😴

La capacità di noi donne

La capacità di noi donne di spezzare il capello in quattro e’ più unica che rara. La capacità di noi donne di cercare il pelo nell’uovo e’ un’arte solo nostra. La capacità di rompere le “pelotas”, per usare un termine carino, e’ insito nel nostro DNA. Magari il vaccino del COVID ci avesse modificato, avrebbe in alta percentuale rischiato di migliorarci. Ma perché a volte siamo così pigne? Perché con una parolina piazzata al momento giusto roviniamo l’incanto di un momento? Niente, o Gnente come direbbe la mia amica Paola, e’ più forte di noi. Nasciamo predeterminate per mettere i puntini sulle “i” … e quanti a volte dobbiamo metterne. Poi ci pentiamo, quando ormai la frittata e’ fatta, e ci meravigliamo che le uova si siano rotte. Però come ci diamo noi pochi uomini ci riescono. Ci diamo a tal punto che se le cose vanno male ci cambiamo il colore dei capelli, compriamo scarpe e borse da svuotare un negozio e mangiamo kg di cioccolata. Insomma siamo esagerate in tutto, nel bene e nel male. O ci si odia o ci si ama ma si vive difficilmente senza di noi. Che dire, stando attenti a non rovinare tutto, un bel tacer non fu mai scritto ma attenzione una donna zitta e’ più pericolosa ❤️

Quando perdi l’ironia

Quando perdi l’ironia e’ finita … diventi noioso e pessimista e la gente incomincia a starti stretta. Voi direte – di sti tempi hai voglia ad ironizzare con tutti sti problemi – ed invece, rispondo io, e’ proprio di sti tempi che dovremmo ironizzare su tutto, proprio su tutto. Siamo vivi? Si ? E allora buttiamola in vacca ( scusate il francesismo) e prendiamo in giro la vita. Se penso che i miei sono usciti da una guerra io in confronto ho solo vissuto una pandemia. Solo ? Si solo, forse ho rischiato ma non ero ne’ al fronte ne’ sotto i bombardamenti. Quindi vi prego, basta imbruttimenti da COVID – un po’ di ironia ci vuole, ci vuole e basta. La foto della mia amica Manuela e’ emblematica, un chiaro richiamo ad una sana ironia. Eravamo in crociera sul Nilo e lei imitava Nefertiti con una spazzola e un phon. Quando la vedo rido ancora come allora. Un consiglio, cercate un ricordo che vi scolli il broncio e ripensatelo quotidianamente, vedrete che il sorriso arriverà… sorridere e ironizzate perché l’ironia salverà il mondo è noi dobbiamo salvarci con lui ❤️

La salvatrice di anime pelose

Fin dalle elementari il mio istinto mi portava a salvare anime pelose in difficoltà per la gioia di mamma e papà che amorevolmente mi assecondavano. Avevo 6 anni che portai a casa in ascensore un cane lupo, si era fatto avvicinare in cortile, vagava di la’ e io pensai bene di salvarlo. Poi vennero una serie di gatte : Liu’ 1,2,3 ecc ( mi piaceva quel nome ) e una di nome Cina dato che era una siamese. Quindi la mitica Cagliostro, era talmente piccola, di un giorno o due, che non avevo capito il sesso. Cagliostro la prima pipì in casa Schiratti la fece sui piedi di Papà.,. Riuscii a convincerlo che era pipì santa. In seguito ci furono Jenny, Tromberta, Pois , Liu’ 24, Foca, Mia. Arriviamo ai figli di Mia, Matisse e Bizet che mi salvarono la vita in quel nefasto 2016, persi tutto in un mese e decisi di metterli al centro del mio mondo per avere uno scopo nella vita. Il Dr. Cold, fratello di comuni intenti, ne sa qualcosa. Ora con me ci sono Matisse, Bizet lo stiamo aspettando da un brutto giorno che non torno’ a casa, Moshe detta anche Edward mani di forbice, fa tutto a frange con le unghie, e Milla ( vedi foto) la nonnetta di 18/20 anni adottata un mese fa detta Nonna Belarda. Fuori casa perché non miei ma sfamati da me nell’ordine : gatto Gigi, Muffin, Sebastian, gatto Andrea e due Ricci, Cip e Coop. In breve… anni e anni di salvataggi di pelosi. Ebbi anche un cane tipo Mocho Vileda di nome Spriz che visse con me e Cagliostro 16 anni. Ad ora una cosa e’ certa, per quanto devastati li trovi, una volta entrati qui rinascono da durare più di qualsiasi fidanzato … in senso lato, ad oggi nessun umano e’ diventato ex perché lo ho ucciso. Che dire, lunga vita ai miei pelosi e ai pelosi di tutto il mondo, perché un fidanzato si può cambiare mentre un peloso e’ per Sempre ❤️

La tua possibilità

Nella vita bisogna sempre darsi delle possibilità soprattutto quando la vita stessa non ci soddisfa. La famosa ricerca della felicità – perché non provarci ? Bisogna lottare per quello che desideriamo, per quello che ci rende felice , che sia un amore, un lavoro, un viaggio o un’auto nuova. Non importa che sia una cosa di primaria importanza, quel che conta che noi nell’ottenere quella cosa diventiamo felici. La felicità e’ il calore del naso freddo del tuo peloso a 4 zampe o la felicità è un’abbraccio inaspettato, la felicità e’ una fuga d’amore oppure un lavoro che ti gratifichi… e se invece fosse il rombo di una fuoriserie? La felicità e’ quello che ti rende felice. L’importante però è non crearsi un alibi e volere a tutti i costi rompersi il naso contro un qualcosa che non ci può appartenere. Cosa? Per esempio un amore impossibile. Lì e’ meglio lasciar perdere, mai darsi una seconda possibilità per lo stesso errore: Mai!!!! Perché errare e’ umano ma perseverare e’ diabolico

buona felicità a tutti … o forse no, non proprio tutti 😈